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martedì 6 novembre 2012

Lo spazio che si meritano..

All'ottavo anno di panchina le mie orecchie hanno fatto l'abitudine a sentire i soliti e noiosi discorsi. Passi su un campo qualsiasi, di qualsiasi società di calcio e trovi il solito gruppetto di genitori che "tanto sanno", che sono lì a discutere e polemizzare su tutte le scelte del mister della partita precedente. Quel schema non va bene, dove gioca mio figlio non va bene, quanto gioca mio figlio non va bene... ci fosse una volta, una sola volta che avessi sentito un genitore dire:"Questo mister non allena bene mio figlio perchè...".
Siamo tutti fissati sulla partita che perdiamo di vista la cosa più importante: L'ALLENAMENTO!!
  • L'allenamento si può saltare o arrivare tardi ma sia mai che mio figlio salti la partita.
  • All'allenamento mio figlio può non impegnarsi ma alla domenica deve giocare come e più degli altri.
  • All'allenamento può mancare di rispetto al mister, ai compagni, alle strutture ma sia mai che venga punito con la partita del campionato.
Noi mister abbiamo una importante funzione in quelle 4-5 ore settimanali che vanno al di là degli insegnamenti tattici e tecnici, e del vincere o meno le partite. Cerchiamo di educare i vostri figli a vivere in gruppo, a rispettarne le regole, dove tutti devono mettere da parte qualche propria sfumatura caratteriale per il bene della squadra.
Ecco, su questo vorrei sentire i gruppetti dietro alla rete, porre delle critiche, sentirvi porre queste domande sull'operato del vostro allenatore:" Il mio mister è un buon esempio per mio figlio?".

Poi, e qui finisco, la partita è il prodotto della settimana. Qualsiasi decisione il mister prenda alla partita, avrà di sicuro le sue motivazioni tecniche, tattiche e comportamentali, è lui che vive sul campo con vostro figlio e quindi è l'unico in grado di decidere se il ragazzo merita o non merita. Quindi più che criticare i vostri mister perchè non vi ponete la domanda:" Perchè ha fatto queste scelte?" partendo dal presupposto che la maggior parte di noi oltre che allenatori siamo anche genitori, e nessuno di noi si sogna di venire al campo tra mille sacrifici a far del male a nessuno dei vostri figli.
C'è una frase che un genitore dice spesso al proprio figlio quando con qualche rifiuto gli fa scendere qualche lacrima:"LO FACCIO PER IL TUO BENE!!" pure noi allenatori ci  impegniamo e facciamo del nostro meglio per il bene dei vostri figli. 

In merito inserisco una fonte internet che spiega meglio di me come vedere la partita, soprattutto per le categorie pulcini esordienti.



A cominciare dalla categoria dei Pulcini, il bambino di otto anni che proviene dalla categoria Piccoli Amici, in cui i confronti avvengono solo sotto forma di manifestazioni comprendenti giochi a confronto, si affaccia per la prima volta ad una partita “vera”. In questo periodo così delicato e particolarmente favorevole all’apprendimento (la cosiddetta “età dell’oro”), non ci stancheremo mai di ripetere l’importanza di far giocare TUTTI i bambini a disposizione di ogni singola squadra, proprio perché è un loro diritto partecipare e divertirsi. La  Federazione stabilisce che gli incontri debbano comporsi di tre tempi, specificando che tutti gli iscritti alla lista partecipante alla partita stessa debbano giocare almeno un intero tempo dei primi due, con la possibilità di utilizzare il cosiddetto “cambio volante” nella terza frazione di gioco, giocando quindi due terzi della gara. Lo scendere in campo è elemento estremamente importante per la formazione del bambino, anche quelli, come li definisco io, “meno predisposti per l’attività calcistica”. Questi innanzitutto si sentiranno parte integrante della squadra e in qualche modo al pari di tutti i compagni, traendone senza meno un beneficio psicologico che aumenterà sempre più la loro autostima e quindi la loro motivazione intrinseca (cioè quella spinta interiore che sostiene l’impegno in un’attività in cui si traggono delle soddisfazioni da ciò che si fa). Tutto questo innescherà la voglia di apprendere tutti i gesti e le situazioni legate al gioco del calcio, in quanto il bambino diventa consapevole di quanto appreso e di cosa deve fare per migliorare ulteriormente.
                                                                                             

FONTE INTERNET

1 commento:

  1. Più che uno sfogo, mi semmbra una piccola "lezione" di come si dovrebbe vivere lo SPORT in generale, ancor di più nel CALCIO, e all'età dei nostri figli.
    Ciao Mister by Andrea

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